Canestro (esternazione)

Mentre scrivo, in televisione viene trasmesso uno spot ministeriale: Libri Cibo per la Mente. Un gruppo di ragazzini gioca a basket usando un volume cartaceo, anzi, vari volumi cartacei, come palloni. Sorridono, con crescente partecipazione, si passano i libri, nuovo simbolo di socializzazione che possa evidentemente tenerli lontani dal solo esercizio fisico, così come dal fumo e dalla droga. Non li leggono, nello spot. Se li passano.

Secondo me la lettura non è un semplice strumento di socializzazione. Leggere (e scrivere) significa stare da soli. La comunicazione avviene dopo; non per niente sono cose che stanno su fogli e schermi, cose che vengono lette dopo, in un generico dopo.

Quando scriviamo non lanciamo un generico sguardo. La scrittura, come dice anche Natalie Goldberg, non serve a farci amare. Nella scrittura andiamo in profondità, nel tessuto delle cose e delle percezioni. Senza profondità, scrittura e lettura non esistono.

La parola "cultura" non mi è mai piaciuta. Preferisco "memoria", e di molto. Forse perché il termine suona meno ministeriale.

The End

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