Venerdì 3 Ottobre 2014 #2

Con vivissima soddisfazione sto in questo periodo rivedendo (sia resa lode ai rippers di Youtube) antichi sceneggiati RAI dei primi anni settanta, come questo interessantissimo A Come Andromeda (1972). A interessarmi non è tanto la storia, ma gli scenari, i temi, la modalità di raccontarli, le architetture, le atmosfere. Ottimi attori. Semplicità che racchiude fascino.

Una cosa che mi piacerebbe fare - ovviamente impossibile - sarebbe di ricostruire in qualche modo la mobilità territoriale e la ritmica di vita in un mondo senza internet, senza telefonia cellulare, senza globalizzazione, con connessioni unicamente basate su telefoni fissi a diffusione parziale, telescriventi e al limite blande cablature telematiche.

Al cinquantesimo minuto della prima puntata dello sceneggiato RAI di cui sopra (1972) viene pronunciato questo dialogo.

"Le piacerebbe un lavoro più redditizio in un'industria privata. In tal caso cosa c'è di meglio della Intel?"
"La Intel? Che cos'è la Intel?"
"E' un'astrazione. Un nome vuoto. Diciamo che la Intel è la più grande tra le cose che non esistono. Perché la Intel è vietata dalla legge."
"E perché dovrei lavorare per un trust fuorilegge?"
"Non lo sarà per sempre. Mi creda."

The End

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