Invettiva Sanguinetiana

Un hommage (a lato del libro che poroso, antico,
s'incunea nel pilastro tra legno e legno): questo
mio presente ingombrante che rumoreggia, muro di suono
biancogrigio, azzerante, ebbene un omaggio edoardiano
politico atavico tradizionale,
colto nel mezzo di un fotogramma dei settanta (quelli
oggi così denominati, sommariamente);

in un cosmo senza interferenze,
senza barbari oltre la cornice
di questa lettura, e ricordo luci di giallo zafferano,
antiche case editrici, cataloghi, micro mostri
venduti per corrispondenza, edizioni esoteriche mescolate
a dive fotografiche (quelle oggi così denominate,
altrettanto sommariamente, ma allontaniamoci pure,
e in fretta da questi miasmi...);

e mi disgusta abbastanza averti qui, lurida,
tra le mie parole, che solo vorrebbero celebrare
me stesso nel mio antichissimo mondo
oggi disperso in anni luce di remainders,
e quanto mi piacerebbe non essere così costretto
(peraltro frenandomi oltremodo) a scrivere cose
così crudeli e attinenti a te, vipera trilussiana,
che, amata da troppi e troppe, compie il turpe gesto
e lorda di sé quella che democrazia chiamarsi dovrebbe.

The End

4 comments about this work Feed