Anni Luce (Ripresa)

Sempre più corro a quegli anni,
rurale semplicità senza globalità.

Mi è incognito l'istante,
e sconosciuto il meccanismo
Lo intuisco, atavico mutilato,
da lontano,
ma non lo sento in me,
se non vicino nel tedio sterile
di questi tempi cattivi e mediocri.

Nessuno arriverà, non c'è ragione,
né pulsione.
E ancora leggerò e chiuderò il cancello
del mio giardino di mondi, abitudini,
perle racchiuse nel quieto bozolo.

Tutti voi siete arrivati prima,
in un generico prima
fecondato dall'incapacità di pensare
(la vostra simpatica merce condivisa);
ma continuo a non capire,
ancora continuo a non capire,
come ci siate arrivati.
Sommare le vostre storie
non basta a farvi uomini con una storia
da raccontare.

Servito oggi da glabri folletti anarchici,
indecifrabili, cronicamente lontani,
leggo i miei bardi libri.
Qui nel mio essere mi guardo attorno,
rilassato, scrivente, affermante
che ogni identità ha poco senso
in un mondo senza orecchie
per ascoltare.

The End

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