Leggendo Berio

Le "lezioni" di Luciano Berio raccolte nel libro "Un Ricordo al Futuro" racchiudono, tra le mille cose che racchiudono, anche una profonda metafora creativa che l'autore riferisce a una tendenza - certo, discutibile, ma interessante, e certamente molto caratteristica della speculazione musicale colta dal primo Novecento e lungo tutta l'avanguardia degli anni cinquanta e sessanta - che ritengo piuttosto forte nelle sue composizioni: l'allestimento di un oblìo controllato e deliberato rispetto alla tradizione musicale.

"Ci sono mille modi di dimenticare la musica e a me interessano i modi attivi di dimenticarla, piuttosto di quelli passivi e inconsapevoli. In altre parole, mi interessano le amnesie volontarie, anche se il desiderio e il tentativo di possedere e di ricordare tutta la storia, di tutti i tempi e di tutti i luoghi, è un aspetto costitutivo del pensiero moderno; e anche se i mezzi per soddisfare questo desiderio certamente oggi non mancano.
C’è, da parte di chi ascolta, la tendenza a ricordare tutto il passato musicale come fosse un bene di consumo a lui contemporaneo. Tale tendenza ha un suo senso, perché il passato, per l’ascoltatore, è la risorsa più disponibile del sapere musicale; ma essa assume talvolta i caratteri di una inconsapevole frustrazione ideologica, avendo alle sue radici non tanto un plausibile codice di valori musicali quanto condizionamenti di mercato."

The End

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