Sogno di Gennaio

Stanotte ho fatto sogni talmente assurdi, talmente assurdi che ho quasi vomitato. Non schifosi, però. Assurdi. Viaggiavo per non so quanti chilometri lungo linee ferroviarie veramente avvenieristiche, squadrate, organizzate come città nelle città, stracolme di angolature, snodi, vani, snack-bar, bagni, salette d'attesa, piazzette e scale mobili. Tutto avveniva rigorosamente nella notte: buio stellato contro il colore onnipresente del legno (tutto era di legno) e della ceramica (ma a parte la ceramica era solo il legno, solido legno lucido da carrozza di seconda classe anni settanta). A un certo punto, non so se prima o dopo (di che, poi), mi trovo in una specie di covo, di cineforum dove si esibisce un ensemble musicale - flauto, clavicembalo e qualcos'altro che non ricordo - che si chiama, mi pare, "I Classici", o forse "I Cinnamomi", o magari "I Clavicordi", una cosa del genere, semplice e pacata. Solo che le tipe che suonano non mi danno l'impressione di essere tali. Una, nello specifico, credo sia una nemica, non so per quale ragione (cioè, non la ricordo ora che sto cercando di raccontare, ma la sapevo). Sta di fatto che in questo spazio, gigantesco tanto quanto un parcheggio interrato americano, ma con rossi mattoni a vista e un generale aspetto da caverna primitiva, solo un bel po' più squadrata e industriale, siamo in tanti e iniziamo a vedere qualcosa - cose minime, semplici, esigue, che non ricordo - e a un certo punto sento che sto per vomitare. La scena si sposta, anche perché mi sveglio e mi riaddormento subito, su un'altra zona del medesimo mondo. Sono completamente nudo e mi si para davanti un adolescente, nudo pure lui, con un copricapo militare della Grecia antica e la pelle così bianca da apparire quasi trasparente. Che mi dice: "Mai guardare Il Grande Lebowski in una piovosa notte di gennaio prima di coricarsi."

Nota dell'autore: Non credo che in questo sogno c'entri più di tanto il noto lavoro dei fratelli Cohen, ma mi andava in ogni caso di citarlo, visto che effettivamente ha caratterizzato tutta la serata di ieri.

The End

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