Commento a un'Interpretazione

Stavo pensando a che potenza espressiva e comunicativa potrebbe avere un'opera concepita come duplice esposizione della materia, da un lato lineare e oggettiva, dall'altro misteriosa e subliminale, se solo questa seconda parte fosse spiegata direttamente dall'autore in commenti successivi all'opera stessa.

Più precisamente, se di un'opera artistica percepiamo ovviamente tanto il "cosa" quanto il "come", e se la modalità espressiva di esposizione ha raggiunto livelli sufficientemente raffinati di dettaglio, tanto da costruire un'atmosfera inconfondibile e intrinsecamente legata all'opera stessa, credo che ci si trovi di fronte al più grande mezzo imaginabile per comunicare. Immaginiamo che sia l'autore stesso a parlare, e che si esprima circa così:

"Avete per molto tempo contemplato questa cosa chiedendovi cosa volessero dire i dettagli visibili che non siete riusciti immediatamente a spiegare, e da dove arrivassero le sensazioni di cui neppure riuscivate a scorgere l'origine. Avete infine costruito le vostre idee, le vostre interpretazioni, le vostre analitiche osservazioni, scorgendo varie sfaccettature di ciò che era invece del tutto invisibile al primo sguardo. Siete giunti a determinate conclusioni, ora concordi, ora discordanti. Ebbene, ora vi dico io cosa significa quello che ho creato."

The End

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