Commento a un Passo di Natalie Goldberg

Il sonno è un grande piacere. Anche la scrittura lo è, ma lo è quando evidentemente viene praticata. Ebbene, ogni volta che mi metto a scrivere, prima ancora di scrivere, mi vengono in mente molte cose letterarie (immagini di libri e notebook, fotografie di autori, scorci di librerie antiche) che nella chiara illuminazione oggettiva di fronte a me, cioè in ciò che cerco, non mi somigliano, pur essendo state scelte dal mio profondo per somigliarmi. Mi sono dunque posto questa domanda: mi somigliano effettivamente nel profondo? La risposta è: dipende; forse sono unicamente reazioni e rimbalzi. Siamo fuori rotta per effetto del mondo. Per reagire a ciò che certamente non siamo, gettiamo lo sguardo a ciò che il mercato propone come "alternativo", ma non è detto che anche questo sia lontano anni luce da noi. Perché noi siamo tedio, nervosismo, cltri bluastre di profonda lontananza da tutto, ira compressa verso una mediocrità che ci offende istante per istante con la sua baldanzosa aggressività. Ma attenzione: quello che sta fuori non siamo noi, e questa cosa vale per entrambe le direzioni.

Smettiamola dunque di pensare a ciò che ci somiglia e ciò che non ci somiglia. Iniziamo, molto più banalmente e umilmente, a usare la nostra personale creatività come scandaglio e fonte di illuminazione: è un vascello che solo noi possiamo manovrare.

The End

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