Routine del Nuovo Cosmo

Nulla di meglio dell'acqua per togliere la sete. Lo disse un grande poeta, credo, o in ogni caso un grande pensatore, che il dissetarsi è di gran lunga più aulico e primigenio dello sfamarsi, e citava a proposito il bambino e il suo cosmo di percezioni pure e scevre da secondi fini e degradazioni.

Da questo punto di vista trovo che la scrittura su schermo "distraction free" sia la migliore. Ho istallato un'applicazione che mi permette di fare questo semplicemente cliccando un bottone. Molto comodo, ancora più di quella che usavo prima.

Spesso noi vediamo la grande tessitura, e specialmente i reticoli umani mediati, primo fra tutti la Grande Rubrica, come un colossale videogame che allude a un contatto con la realtà. Ora, l'aspetto spinoso della questione è che la cosa è sì attendibile, ma non completamente. In questa incompletezza sta la questione: c'è una metà che sfugge, e questa metà è dilagante.

Hai presente l'alchimia? Ecco, spesso, sempre più spesso, mi vengono in mente cose che hanno a che fare con il miscuglio, appunto alchemico, che si potrebbe generare, incivilmente, unendo questo a quello, con un questo lontano anni luce da quello. Per così dire non riusciamo a fuoriuscire da questo mondo che sembra invaso dalla fanghiglia della mediocrità, diffusa fin nel minimo anfratto, colante attraverso i capillari condotti delle nostre città intasate. Dunque mi sono scostato, distrattamente, prendendo una via diversa. Ma non mentale, no, questa volta no. Una via laterale, che avevo battuto chissà quante volte senza minimamente scorgere nulla di diverso dal solito. E mi sono immediatamente trovato dall'altra parte. Inizialmente l'immagine di un giardino, con statue immerse nella luminosità rosata di un mattino mediterraneo. Tra una posa gentile, un braccio seminudo, volti cinti da corone e altre sagome. Immaginiamo il dissetarsi senza bisogno di bocca e immagineremo quello che vidi oltre quella fessura di luce, schiusa nell'angolo di un muro. Facendomi facilmente largo tra i licheni passai dunque attraverso l'imboccatura. Mi lasciai alle spalle qualcosa la cui natura profonda si manifestava più forte e inequivocabile ad ogni passo che affondavo nei ciuffi d'erba, fino a che, giunto in un punto che percepii improvvisamente lontano non solo nello spazio, ma anche nella storia, capii che il mondo che avevo lasciato era troppo grande e sproporzionato per poter essere considerato mio senza affondare nella follia collettiva, senza di fatto accettare la completa abdicazione ad ogni pensabile unità dell'essere.

La nostra unica via è costruire ormai un'opera d'arte che escluda tutto il resto. Un meccanismo di scissione, che dopo il taglio ci lasci fluttuare liberi e lontani, come all'interno di una comoda e gentile astronave.

Ebbene, in quell'opera io ero, completamente. Probabilmente lo dissi a me stesso urlando, ma non mi sentii, forse per il trambusto che facevano i miei polmoni inspirando ed espirando a velocità vertiginosa quell'aria tiepida che non sapevo da dove potesse arrivare, visto che evidentemente non mi trovavo sul pianeta, ma in qualcosa di simile.

The End

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