Ode Whitmaniana

Non ti chiedo chi sei: ti chiedo
cosa sei disposto ad abbandonare in cambio
di questo.

Cammina l'uomo scuro lungo i binari,
s'asciuga ogni tanto il sudore e sorride tra sé,
nel meriggio, contempla
il sole di sangue che affonda dietro il curvo colle,
e coglie un fiore,
e accarezza il muschio che invade
marmi, ferri e cancelli.

Qui non troverai nulla di quello
che da solo puoi ottenere.
Non ti chiamerò né mediocre né umano, né forte né debole
per ciò che sceglierai. Sei libero, è ovvio,
credo sia ovvio,
per me è ovvio e banale
e deve esserlo, sia ovvio che banale.

Lascio la porta aperta non per necessità, ma per dovere;
è la missione che lo impone, devi parlare
anche se il mondo è sordo.

Qui non si dimostra ciò che non si è,
ma ci si limita ad essere.
L'essere dimostra di essere
senza sforzo. Non vale il contrario.
Se ritieni di essere, le porte
sono aperte per entrare.

Se ritieni di dimostrare senza essere,
le porte saranno aperte
per lasciarti uscire.
Nessuna discussione. Siamo carne ed ossa,
sbagliarsi è più la regola che l'eccezione.
Sei libero tu. Sono libero io,
di liberarmi.

The End

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