Appunti di Comunicazione e Molteplicità

Quando si comunica, si usano necessariamente dei codici, e i codici servono a fare solo una cosa: trasferire informazione nello spazio e nel tempo; avanti nel tempo, ovviamente.

Un tempo, tanto per parlare, ancora, di tempo, la sola idea di completare un quaderno con della scrittura, impressa sulla pagina da me e solo da me, mi estasiava oltre ogni limite. Sì, perché nell'immaginario delle scuole elementari il verbo "completare" non è speso a caso. Si lega indissolubilmente agli album delle figurine, e per quanto io non abbia fatto mai uso di album delle figurine, non ho mai fatto fatica a vederci dentro un cosmo magico, la potente idea di un contatto con quella forma di completezza che moltiplica il piacere. Si completa una collezione infatti (io collezionavo riproduzioni in gomma delle merendine del Mulino Bianco, per esempio), e qualsiasi collezione rappresenta l'harem intellettuale di un bambino.

Dal concetto di collezione si passa rapidamente a quello di unità nella varietà, che illustra il piacere di assemblare più cose diverse in qualcosa che le possa rendere sensate nel loro accorpamento. E qui nasce l'idea di comunicazione sotto forma di unione del diverso, del complementare, dello stridente, così come dell'analogo.

The End

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