Tecnologia e Oblio

Curiosa la tecnologia. Possiamo racchiudere tonnellate di carta virtuale in congegni della dimensione di mezza unghia, ma la stessa mole di informazione, un tempo veicolata da chilometri d'inchiostro su cellulosa, ingombrante e indelebile, la possiamo distruggere pigiando un pulsante, magari pure per sbaglio. Trovo questa specifica fenomenologia, cioè il coincidere della più alta potenza in termini dimensionali con la più spinta vacuità d'esistenza, una caratteristica estremamente rappresentativa della nostra cultura contemporanea. Tanto rappresentativa quanto a mio avviso sfuggente, invisibile, gran poco riconosciuta, soprattutto da quelli che oggi si autodefiniscono intellettuali e continuano a parlare di letteratura e giornalismo come se questi campi fossero gli stessi degli anni cinquanta e sessanta.

In libri e inchiostri stilografici ferrogallici io vedo la conservazione fisica della memoria. Ma può esistere memoria in un mondo abituato a leggere distrattamente, e forse anche solo a guardare le figure, per poi gettare e immediatamente dimenticare? 

The End

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