Stralcio Ripreso il 19 Agosto 2012

Ho trovato un mio vecchio scritto. Reca la data 25 febbraio 2012.

Nel sogno c'eri tu, e c'era lei, e tu (che sei una lei) e lei eravate la stessa cosa; a vostro modo, per quanto pescate da luoghi e tempi diversi, risuonavate insieme nella vostra perfezione. Se lungo il cammino non troviamo la perfetta reincarnazione della terra, c'è poco da fare, il flusso dell'amore non si è riprodotto. Poco male. Si può viaggiare anche da soli.

Ciò che mi interessa veramente è l'attenzione, e quanto si oppone alla distrazione. L'attenzione ha un valore infinito se considerata prospetticamente. Facciamoci caso. Due giorni qualsiasi della storia, appaiati, l'uno accanto all'altro. A livello "macro" sembrano identici: stesse mode, stessa tecnologia, stessa gente, e via discorrendo. Eppure, giorno dopo giorno, passano anni e decenni, e cambia tutto: mode, tecnologia, gente. Le variazioni tra un giorno e l'altro sono minime, ma evidentemente ci sono. Ecco: secondo me l'attenzione è questo. Nella realtà tutto è in rapporto con tutto, ma ci sono rapporti rilevanti e rapporti irrilevanti. L'attenzione consente di sfrondare quelli irrilevanti per concentrarsi sui pochissimi rilevanti. La memoria si nutre di attenzione, esattamente come l'oblio, la pasta con cui mi sembra modellato il presente, sguazza nel suo contrario, la distrazione.

The End

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