Variazioni su una Granita al Mojito

Ieri, accaldato dall'afa di Padova,
ho preso una granita: al Mojito, gusto nuovo,
mai sentito.

Azzurra chiara delicata.
Un sapore più forte mi aspettavo:
invece era anice scolorita e dissetante.

Passeggiando con la grande granita azzurra
la immaginavo come versione a particelle di ghiaccio
dell'assenzio che si beveva nella Parigi del secolo decimo nono.

Azzurro: dell'azzurro dei manga,
della plastica giapponese, dei computer,
dell'asessualità vacua.

Alla fine, nel fondo, disciolta dal calore,
un'immagine come di vortice liquido,
di iceberg trasformato in caramella da bere.

La granita è azzurra, ma quasi bianca;
la cannuccia blu, ma chiaro chiaro;
il cucchiaio quello sì, blu, come la notte. 

Questa è la storia della granita al Mojito
che mi accompagnò dal mio solito A al mio solito B
in un caldo e vuoto agosto in città. 

The End

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