Regno d'Italia

Riconoscevo alcune oscurità,
alcuni condotti e crepacci bui, svolte e torsioni della via d'asfalto e foresta,
mentre andavamo. Sbucammo in una grigia Acapulco,
disseminata di laghi stratosferici e interstellari cumuli
di cose immonde che scintillavano come fiordi di diamante.
Era il quieto geek vicentino ad avermi agganciato in questo cerchio d'amore.
Mi parlavano (loro, essi, lucertole umane cinte di vuoto)
nel classico linguaggio multilivello, e si capiva che leccavano
con la nuda mente Lui il Boss dei Boss, unte di crema le sue
silenziose ed ammiccanti ancelle, tra una portata e l'altra.
Ecco il Regno, ecco lo Stivale, su questo tavolo autogestito di scatole parlanti:
Ditemi solo quale schifo di prodotto qui si vende, per mandarvi tutti a quel paese.

The End

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