Ode a Oniro

Del sogno e dei suoi dintorni.

Varie cose
sono io,
vari pezzi che si snodano
nel mentre.
Vorrei descrivere
ogni pezzo,
ogni cosa,
ora nel suo divenire
corpo.

Per una scrittura
che ci somiglia
vorrei scomporre in rivoli
questo inchiostro,
renderlo simile al movimento
del lento scriba accanto alla fiamma.

Ogni istante
pieno lo vorrei sul foglio,
parola dopo parola,
l'una accavallata sull'altra.

Ho riletto,
mi sono immerso ancora
nella britannica epopea.
Noto sfumature fantastiche,
memorie del paese isolato dalla civiltà
da raggiungere con mongolfiere.
Ci muoviamo lungo un quadro di nebbia,
tra sapienze e luci verdi.
Frasi come mondi, anfratti, gole,
spire della sommità del sogno.
Tra gialli vapori di rame e profumi di fiamma
il solco di un gong.

Possiamo ragionare sul corpo,
ciò che resta tale e deride ogni epoca e storia.
I suoi misteri, la sua meccanica
imperniata nelle anatomia del sogno.
Per un istante di luce intravidi l'invisibile.
Nessuna postura può eguagliare,
perché l'idea giace mescolata e lontana
da ogni purezza del puro colore.
Scintilla delicatamente il fiume
e miriadi di scie floreali lo riportano
in un solo punto.

The End

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