Un sogno

Da un sogno:

Vidi il corpo celeste avanzare nella notte di una distanza che ai miei occhi parve banalissima, qualche metro da sinistra a destra. La sfera perfetta, bidimensionale e argentata, si era semplicemente spostata come una gomma sulla scrivania. Se non avessi avuto la faccia rivolta al cielo di certo non avrei notato un bel niente, e i fatti successivi si sarebbero presentati nudi e crudi, senza un preambolo di cui evidentemente una parte della mente andava esteticamente fiera, quasi fosse un gingillo da portare con sé come ricordo. Sta di fatto che dopo qualche secondo l'intera superficie di terra e asfalto dove poggiavano i nostri parchi ordinati e i nostri villini a schiera cominciò a ruotare e a spaccarsi in gorghi di melma fumante. Non ricordo come riuscimmo a raggiungere il primo televisore, ma ricordo che dal servizio speciale della TV di stato (dove si citava, tra le interferenze, l'asse di rotazione terrestre e altre affascinanti parole cosmiche) alla completa interruzione di ogni segnale passarono solo i secondi necessari a rendersi conto che al di fuori degli edifici rimasti intatti il mondo era tornato alla preistoria. Era il 1982. Avevo sette anni.

Nel mese di luglio dell'anno 2008, la razza umana sfiorò la completa estinzione. In pochi istanti, le armi elettromagnetiche cancellarono più di metà degli esseri umani dalla faccia del pianeta. Il cataclisma causò uno spostamento traumatico dell'asse terrestre, e i continenti finirono quasi interamente sommersi dalle acque. -- Da "Conan il Ragazzo del Futuro"

Mercoledì 8 ottobre 2014

The End

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