Journal 08/07/2011

Journal

Le parole sono scomparse. Letto il libro, tutto, carta, inchiostro e copertina, appaiono come corpi deflorati e in radicale trasformazione. Il loro contenuto, magari noiosamente mediato da eccessi e imprecisioni, è ora in te, stivato in te, e lì invecchierà diventando ricordo di mondi e colori. Tutto il resto è materia che a sua volta invecchia, ma più velocemente, creando quel divario che separa l'organico dall'inanimato.

Penso sia per questo che (in sostanza) ho abbandonato la lettura (che ora sembra essere completamente passata dalla carta analogica a quella digitale, con le sue croniche scomodità). Ora scrivo, scrivo, scrivo e basta. Leggo sì, ma cose brevi, brevissime. Leggo cose che somigliano alla poesia. Anche piccoli articoli. E cosiddetti "post", che sono ormai il mio mondo.

The End

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